un formichino superattivo molto conosciuto nella mia comunità perchè ho un chiodo fisso. Anzi un chiodone fisso: la lotta agli sprechi e alle ingiustizie.
Dove vivo c'è molta gente che consuma male e, quando me ne accorgo, mi si drizzano le antenne.
I miei genitori, fin da piccolo, mi hanno insegnato a pensare sempre due volte a quello che faccio e a dare molte importanza a tutto quello che possiedo e a come lo uso.
Mi hanno insegnato che non sprecare è uguale a risparmiare. Perchè quello che risparmio oggi sarà importante domani.
Prima della nascita della moneta il risparmio era quasi impossibile perché gli scambi avvenivano tramite il baratto, ovvero l'uomo offriva i propri beni e servizi in cambio di altri beni e servizi di cui aveva bisogno.
I Sumeri e i Babilonesi facevano custodire i loro averi ai sacerdoti del tempio.
Gli antenati degli attuali assegni sono nati in epoca
medievale e si chiamavano lettere di credito. Erano
vere e proprie lettere firmate dai banchieri che
permettevano a mercanti e sovrani di non esporsi
al pericolo di portare con sè contanti o beni preziosi
durante i loro lunghi viaggi. I banchieri, firmando,
si impegnavano a pagare le somme a nome di chi
portava le lettere.
La prima banca è nata nel 1406 a Genova e si chiamava "Banco di San Giorgio".
Il simbolo dell’Euro nasce nel giugno 1997 e si ispira
alla “epsilon”, la quinta lettera dell’alfabeto greco che
corrisponde alla nostra “e”. È quindi un omaggio alla
culla della civiltà europea, la Grecia appunto, ma anche
un richiamo all’iniziale di Europa. Le due barre orizzontali
rappresentano invece la stabilità e la forza dell’Euro, il
cui nome è uguale in tutti gli Stati che l’hanno adottato.
Attenzione, però! In ogni Paese ha una pronuncia diversa:
in Germania, ad esempio,la parola “Euro” si dice “oiro”,
in Francia “oerhò” e in Portogallo “èiru”.