04/04/2007 - Legalità e cooperazione contro la mafia
L’educazione alla legalità come strada per una seria e concreta lotta alla mafia. La cooperazione come strumento per un’economia “Libera” dai legami malavitosi.
Di questo si è discusso oggi al Polo Scolastico Archimede di San Giovanni in Persiceto. A parlare con gli studenti c’erano Roberta Bussolari, rappresentante per l’Emilia Romagna di “Libera - Associazioni nomi e numeri contro le mafie”, e Suor Elisabetta che da anni lavora con i minori.
Suor Elisabetta è una giovane monaca piacentina che a soli 33 anni ha deciso di mettere a disposizione la sua professionalità (è laureata in Scienze dell’Educazione) e la sua forza per il recupero dei ragazzi difficili: per due anni ha lavorato in una casa accoglienza di Giuliano, nella periferia di Napoli, assieme a minorenni allontanati dalle famiglie, mentre oggi lavora in una struttura analoga ma a Bologna. Suor Elisabetta ha raccontato ai ragazzi di una realtà dove l’illegalità è norma, con la violenza e i soprusi che si porta dietro. Ha parlato di stili di vita distorti e di valori spesso capovolti.
Roberta Bussolari ha invece centrato il suo intervento sulla legge sulla confisca dei beni della mafia e delle difficoltà che ogni giorno devono subire le cooperative che stanno cercando di portare un nuovo tipo di sviluppo in quei territori. Ha parlato della normalità del pizzo, della lotta quotidiana per cambiare le cose e per vincere un sistema radicato e difficile da debellare. Ma dal marzo del 1995, data in cui è nata, Libera è sempre cresciuta ed oggi coordina più di 1200 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico - culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità.
Organizzato dalla direzione della scuola in collaborazione con la locale associazione che si occupa di commercio equo e solidale AltreTerre, l’incontro di oggi è servito anche a raccogliere l’adesione dei ragazzi che il prossimo giugno parteciperanno ad un campo di volontariato nella Cooperativa Valle del Marro di Gioia Tauro, cooperativa associata a Libera che lavora appunto sui terreni confiscati alla mafia nella provincia di Reggio Calabria.
Parte dei costi del campo di volontariato (viaggio, vitto e alloggio) saranno pagati da Emil Banca che così intende dare seguito all’azione dell’intera Federazione della Banche di Credito Cooperativo da tempo impegnata nel sostegno alle realtà che lottano contro la mafia. La legge sulla confisca dei beni legati alla mafia, come ha spiegato la stessa Bussolari, ha tempi di attuazione molto lunghi e spesso le banche tradizionali sono rigide nell'elargire prestiti o finanziamenti, così intervengono le BCC per natura più attente alle esigenze del territorio e nate, alla fine dell’800, proprio con lo scopo di togliere spazio all’usura.