18/12/2006 - Bilancio del primo anno di attività di Ethical Banking
Un cinema parrocchiale e i pannelli fotovoltaici in un villaggio africano, il sostegno a organizzazioni non governative che lavorano per aiutare i più deboli e lo sviluppo del microcredito nel Sud del Mondo. Questi, oltre all’accordo con Ex-Aequo, i progetti finanziati nel primo anno di attività di Ethical Banking, il servizio di finanza etica lanciato a fine 2005 da Emil Banca in favore del mondo non profit.
Con Ethical Banking, Emil Banca promuove certificati di deposito con un tasso di remunerazione scelto dal sottoscrittore e poi destina la raccolta, rinunciando ad ogni forma di guadagno, a iniziative proposte dal Terzo Settore e finalizzate all’integrazione sociale, alla solidarietà, all’ambiente o al sostegno del commercio equo solidale.
Ad oggi,la raccolta etica della Bcc ammonta a 240 mila euro sottoscritti ad un tasso medio dello 0,39 per cento.
Nella maggior parte dei casi i clienti non hanno richiesto il riconoscimento di un tasso per remunerare il proprio risparmio, consapevoli che tale scelta avvantaggiava unicamente i destinatari delle risorse.
Risorse che sono state destinate, con tassi decisamente inferiori anche allo stesso costo del denaro, a quattro progetti etici: · è stato acceso un finanziamento di 50.000 euro (tasso 0,725 %) per la ristrutturazione del cinema Bristol a San Ruffillo, · 25.000 euro (tasso 0,86 %) sono serviti a finanziare l’installazione di un impianto fotovoltaico presso il villaggio ghanese di Gomoa Simbrofo (realizzazione effettuata in collaborazione con Ghanacoop di Modena) · 60.000 euro (tasso 0,9 %) sono serviti a finanziare la cooperativa Ex Aequo · 50.000 euro sono stati utilizzati per acquistare obbligazioni emesse da Cresud, intermediario finanziario che eroga direttamente credito ai lavoratori del Sud del mondo. Cresud utilizzerà queste liquidità per finanziare due associazioni non governative che lavorano per lo sviluppo dell’agricoltura e del commercio equo in Paraguay (Ecotrading) e Kenya (Undugu).
Sviluppare soluzioni finanziarie che siano destinate ad assolvere in modo concreto esigenze espresse dalle comunità in cui operiamo, e più in generale dalla società rappresenta per noi una necessità ed un compito che deriva dai principi che animano la nostra cooperativa di credito. Responsabilità e solidarietà. Due parole che esprimono il senso di questo strumento che promuove un modo di fare finanza dove al centro dello scambio troviamo non il capitale bensì la relazione sociale.
Il protagonista è chi effettua la scelta finanziaria perché, in questo caso, preferisce una modalità che privilegia lo sviluppo di un bene comune, anteponendola ai propri obiettivi di profitto e di redditività.